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INFARTO, UNA PROTEINA SALVA LA VITA

Scoperta all'Università Tor Vergata di Roma una proteina, la Loxina, prodotta naturalmente dal nostro corpo e in grado di neutralizzare il colesterolo cattivo e quindi di salvare le persone dall'infarto. Un test genetico individua i soggetti a rischio ed è allo studio un farmaco antinfarto. In Italia ogni anno si verificano 100mila arresti cardiaci e grazie alle cure la mortalità si è dimezzata.

La produzione di Loxina è regolata da un gene, che governa anche il gene Lox. Dall'interazione fra le due proteine si può capire il rischio d'infarto. La Loxina è la proteina amica che si sistema sulle pareti arteriose e non fa entrare il colesterolo ossidato, "arrugginito", e blocca l'azione del fratello cattivo, il Lox. Se nell'organismo prevale Lox, il rischio d'infarto è molto alto, se Lox e Loxina agiscono in modo eguale allora il pericolo è alto, mentre se è la Loxina a prevalere non si corrono grossi rischi. Il test genetico è molto semplice: basta prelevare un po' di saliva e si esamina il Dna.

Avere troppo Lox non significa non avere speranze, ma se oltre a quel gene ci sono altri fattori a rischio (fumo, ipertensione, etc.) è meglio mettere in guardia i pazienti. Ma è allo studio anche un farmaco in grado di cambiare il destino di una persona. Il medicinale, infatti, potrebbe agire sul gene cattivo e regolarlo in modo positivo. Ad esempio spingendo l'organismo a produrre più Loxina. Oppure si potrebbe addirittura pensare di iniettare direttamente nelle arterie la Loxina là dove si individua una "placca di colesterolo".

In Italia sono 243mila le persone che muoiono per malattie cardio-vascolari, di cui 37mila per infarto. Ogni anno ben 30mila persone vengono sottoposte a bypass aortocoronarico. Per ora a Tor Vergata è stato brevettato il test genetico, ora si attendono passi avanti anche nello studio del farmaco miracoloso.

Pubblicato il 30/6/2005 alle 13.0 nella rubrica Diario.

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