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... al posto del ritratto di Dorian Grey !

Il segreto della longevità e della giovinezza potrebbe essere racchiuso in una molecola gassosa, l'ossido di azoto, già conosciuta dagli studiosi per le sue attività vasodilatatrici. Questa molecola potrebbe essere in grado di riparare con il procedere degli anni ai danni che causano le malattie tipiche della terza età.

Lo sostiene un gruppo di ricercatori italiani con uno studio pubblicato sulla rivista Science. La ricerca ha coinvolto diversi gruppi di nostri connazionali tra cui l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico Eugenio Medea a Bosisio Parini (Lecco), l'università di Urbino “Carlo Bo'” e un'equipe inglese della University College di Londra. Secondo Enzo Nisoli, professore associato di Farmacologia all'Università degli Studi di Milano, l’ossido di azoto (cha in chimica si indica con la sigla NO) è un mediatore chimico dei noti effetti “allunga-vita”. La molecola agisce nei regimi chiamati a "restrizione calorica", ossia con una dieta a basso contenuto di calorie. Gli studiosi hanno scoperto anche che l'ossido di azoto accende il gene responsabile della produzione di una sostanza chiamata “sirtuina 1”, una proteina ben nota nell'allungamento della vita.

Il taglio delle calorie è ormai da tempo un cavallo di battaglia di molti scienziati che lavorano alla scoperta dei segreti della longevità. In numerosi animali, sia quelli con una struttura semplice come i vermi, sia quelli più complessi come i mammiferi, diminuire il numero di calorie introdotte nell’organismo ha una stretta relazione con l’allungamento della vita rispetto alla media di sopravvivenza di ciascuna specie. Questo complesso meccanismo è messo in movimento da una miriade di reazioni biochimiche attivate da numerosi geni e mediatori molecolari.

Secondo gli esperimenti dei ricercatori italiani, uno di questi mediatori è proprio l'ossido d'azoto. La molecola trova già svariate applicazioni mediche nel campo delle malattie cardiovascolari ed è anche uno dei componenti del Viagra. Negli studi dei ricercatori italiani condotti sui topolini, l'ossido di azoto svolge un'attività di primo piano anche contro l'invecchiamento e le patologie legate al procedere dell’età. Infatti nelle cellule di vari tessuti delle cavie sottoposte a una specifica dieta sono aumentati i livelli di un enzima che serve a produrre l'ossido di azoto. Una volta attivato, il meccanismo prevede anche l'aumento dei mitocondri, le centraline energetiche delle cellule.

La dimostrazione del ruolo svolto dall'ossido di azoto è venuta dall'osservazione dei topolini messi a dieta ma privi del gene che attiva la produzione della molecola: non c'era nessun effetto benefico indotto dalla restrizione calorica, segno evidente che mancava il mediatore molecolare di questi processi.

Pubblicato il 18/10/2005 alle 15.20 nella rubrica Diario.

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